All'inizio degli anni novanta l'industria italiana iniziò un esteso processo di "ristrutturazione" con conseguente espulsione di manodopera e distruzione di posti di lavoro.
Ne furono investiti, soprattutto i vecchi distretti industriali del Sud tra i quali quello della zona stabiese-torrese.
Per noi giovani che ci affacciavamo sul mercato del lavoro era il crollo di tante illusioni di sistemazione e la constatazione della dura necessità di "apprendere" un mestiere per stare addentro "le cose" se si voleva gestire con cognizione di causa una attività indipendente ed autonoma.
Un gruppo di cinque di noi scelse la ceramica artistica per un insieme di ragioni, tra le quali la realizzazione di una attività culturale, il basso capitale di avviamento non volendo ricorrere ai fondi pubblici di finanziamento, la possibilità di disporre di una formazione a costo praticamente nullo.
Ci riunimmo nella località Ogliaro del comune di Gragnano, ridente cittadina del Golfo di Napoli, ai piedi dei monti Lattari, attorno a don Mimì de Rosa insigne maestro ceramista e colorista dell'antica ceramica Vaccarella e della ceramica di Capodimonte: avevamo come soggetti da trasportare e trasformare in prodotti ceramici i paesaggi, i giardini e le vedute della cittadina napoletana, la sua centenaria storia nella invenzione e nella produzione della "pasta" del Regno delle Due Sicilie e oggetti sacri.
Dopo molti anni di impegno e di ricerca, di sperimentazione e di produzione, resistendo a tutte le difficoltà economiche, sociali ed ambientali il risultato di quegli insegnamenti fatti non solo di ceramiche e sulle ceramiche, ma anche di vita, di confronti col sociale e nel sociale, è che la "Ceramiche AFCAN" è una realtà produttiva del territorio di Gragnano, la ceramica "ARCE" lo è del territorio di Castellammare e la ceramica "RITTA" lo è del territorio di Tolentino.
Oggi la nostra pregevole produzione di serie per conto di notissimi marchi del mercato nazionale è la bomboniera ceramica con i relativi coordinati di oggettistica (portaombrelli, cachepot, vasi, biscottiere ecc.) .
Di tali oggetti costruiamo il biscotto cotto a 980°c., eseguiamo la smaltatura e la decorazione e di nuovo la cottura a 970°c. , operazioni eseguite esclusivamente a mano e che non hanno niente da invidiare a quelle eseguite meccanicamente; progettiamo, inoltre, linee di prodotto riservando l'esclusiva a quel committente che è in grado di assicurare l'assorbimento di un determinato e prefissato volume di produzione annua.
Altresì la nostra ulteriore produzione, esclusivamente su commessa, è quella che trae spunto dai pregiati pezzi delle ceramiche napoletane del quattrocento, del settecento ed ottocento preparati dai maestri ceramisti delle fabbriche napoletane del La vinaio e della cittadina di Castelli per la nobiltà napoletana allora tutta stanziale nella capitale del Regno, la città di Napoli.
E' una produzione non di serie volta a fabbricare un manufatto esclusivo per un pubblico esclusivo: portaombrelli, grandi vasi, albarelli, piatti murali e da parto, croste murali, pannelli murali, cappelle da giardino etc...
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